TAGLI COLTURALI

Proposta di emendamento

 

All’art. 6 del D.L. 18 maggio 2001 “Orientamento e modernizzazione nel settore forestale, a norma dell’art. 7 della L. 5 marzo 2001 n. 57” aggiungere il seguente comma:

“5 – Lo studio di valutazione di incidenza di cui al Comma 3 dell’art. 6 del D.P.R. 12 marzo 2003 n. 120 non necessita per:

a) gli interventi riconducibili alla definizione di taglio colturale, così come normati dalle Regioni e dal presente articolo e relative opere connesse ed accessorie;

b) I Piani di Gestione ed assestamento redatti secondo i principi della Gestione Forestale Sostenibile e che prevedano esclusivamente interventi di cui al comma precedente.”

 

 

Breve enunciazione delle motivazioni a suffragio dell’emendamento richiesto

Il D.P.R. 12 marzo 2003 n. 120 ha modificato il D.P.R. 8 settembre 1997 n° 357 prevedendo, di fatto, al contrario della normativa precedente, che tutte le attività realizzate in aree protette, e la loro relativa programmazione, fossero soggette a valutazione di incidenza con un “sentito” obbligatorio dell’Ente di gestione.

Tale prescrizione, nei fatti, si è risolta in un ulteriore aggravio burocratico per l’esecuzione di quegli interventi di pura “coltivazione” quali sono, in ambito forestale, i tagli colturali. Questi, infatti, così come definiti nelle varie normative regionali, mirano esclusivamente alla coltivazione, miglioramento e conservazione dei boschi, in questo senso in tutto paragonabili alle normali pratiche agricole.

La proposta mira quindi a correggere tale stortura con enormi vantaggi per i proprietari pubblici e privati di boschi e per gli operatori forestali sia in termini di minori costi di progettazione che di tempi di autorizzazione.

 

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